L’altra sera, stranamente non piovosa, finito di lavorare sono corsa a Jesolo con le mie due fidate compagne Forchette a cercare un’adeguata location per festeggiare il mio prossimo compleanno in spiaggia…dopo qualche visita qua e là, è sopraggiunta anche la fame (strano, mai una volta che si riesca a saltare un pasto!!).
Eravamo in zona Piazza Torino, poco conosciuta dalla sottoscritta, dunque non sapevamo proprio dove sbattere la testa! Per fortuna Federica, con la sua vista aguzza, ha notato a due passi da noi un bel posticino ricco di luci soffuse e di piccole candele bianche:
il Lido18 (nome già noto alle mie orecchie).

Senza battere ciglio ci siamo fiondate subito dentro per vedere se c’era un posticino per le Forchettine.
Un ambiente caldo e raffinato, ricco di particolarissime composizioni floreali ci ha dato il benvenuto, insieme ad uno staff devo dire molto cortese, gentile, professionale e disceto…proprio un ottimo inizio!!
Nel mezzo di questa atmosfera intima, confortevole e romantica, che ci ha subito incantate, riesco anche ad intravedere il nostro amico Federico del Chiosco Veliero, jesolano doc…
dunque ho subito avuto la conferma che il locale scelto non poteva certo deluderci.

Una volta accomodate, siamo state accolte da un fresco bicchiere di spumante, da un cestino ricco di pane e grissini rigorosamente fatti “in casa” e dal saluto della casa: una pallina di ricotta con noci e curry accompagnata da una riduzione di aceto balsamico e da un saporitissimo germoglio di ravanello rosso dal sapore erbaceo e leggermente piccante…un tocco veramente innovativo nel gusto!

 Ed ora vi racconto la nostra inaspettata “cena delle meraviglie”!!!
Optando per un menù degustazione perché, grazie alla nostra ingordigia, volevamo provare un po’ di tutto, sono passati davanti ai nostri occhi ben tre antipasti…difficilissimo decretare il vincitore: una cappasanta in tempura al nero di seppia, salsa di zucchine, piccoli germogli di carota e violette del pensiero; delle seppioline novelle battute a sasso in leggero guazzetto di pomodoro e olive, pane tostato al nero di seppia e aria di basilico e, infine, dei gamberi avvolti in pasta kataiphi dorata al forno accompagnati da una delicatissima maionese all’erba cipollina.

La cappasanta colpisce non solo per l’originalità della tempura nera intorno al pesce e per la bontà del piatto, ma anche per il colpo d’occhio…
alla vista sembra un pezzo di roccia nera in mezzo ad un prato (reso dalla salsa di zucchine).
I germogli e le violette poi completano il tutto donando sapori nuovi che esaltano il gusto delicato del pesce.
Le seppioline si sciolgono praticamente in bocca grazie alla particolare tecnica della battitura con sasso.
Bella l’idea del pane tostato al nero di seppia come accompagnamento (un insolito modo per utilizzare il nero della seppia) e molto raffinata la mise en place: un accattivante accostamento di colori (bianco, rosso e nero) su un elegante piatto trasparente dove la seppiolina sembra quasi galleggiare… 
Entrambi i piatti sono stati accompagnati da un fresco e delicato Jiasik Bianco 2011 di Borgo San Daniele, un cuvè di Riesling, Malvasia e Pinot Bianco che si abbina in modo armonico a questi piatti di pesce. Infine sono arrivati i gamberi! Presentati in modo davvero inusuale:
dentro un vasetto trasparente appoggiato su di un grande piatto bianco quadrato.
Sembrava un quadro!
A questo punto il nostro vino cambia.
Con i freschi gamberoni siamo passati ad uno Juti bianco di Bosco del Merlo. Un vino più strutturato del precedente, ma sempre equilibrato nella sua mineralità e sapidità.
Ottimamente abbinato ai piatti proposti. E questo era solo l’antipasto…
Come primo piatto, dei ravioli al pesto di basilico e ricotta liquida con pomodoro caramellato su crema di bufala trevigiana hanno dato un tocco di delicatezza alla nostra cena.
E’ presente un crescendo di sapori: dalla delicatezza dei ravioli composti con una pasta leggera e tirata alla perfezione, si passa al gusto più deciso della crema di bufala per terminare con il pomodoro caramellato, un tocco croccante e sfizioso che bilancia i sapori.

A seguire una volpina con purè di rapa rossa e germogli di ravanello, capperi di Puglia e olive taggiasche. Bell’accostamento di colori: dal bianco della volpina al rosa intenso del purè, con qualche tocco rosso e nero dei pomodorini e delle olive, come schizzi di colore in una tela. Delicatissimo e ottimo da accostare al pesce il purè di rape rosse, reso deciso e particolare dal germoglio di ravanello.

 

A terminare la nostra cena non è mancata un’abbondante degustazione di dolci… 

Una creme brule all’arancio, resa molto particolare da un retrogusto di rosmarino, è stata abbinata ad un gelato alle mandorle e ad una sfoglia croccante al caffè.
Un insolito e delizioso tiramisù è stato presentato in modo molto originale e leggermente “destrutturato”: una torretta composta da crema di mascarpone e biscotti viene servita con una crema morbidissima di cioccolato e caffè a parte, all’interno di una deliziosa ampollina di vetro.
E, per terminare, abbiamo assaggiato il semifreddo alle arance di Noto, con guscio di cioccolato Emeraldas e pistacchi di Bronte tostati…una degna conclusione ad una cena squisita!
Il semifreddo, morbidissimo e delicato, sembra una nuvola e il cioccolato croccante che lo contiene si abbina benissimo al sapore d’arancia. 
Al termine di questo sontuoso banchetto, visto che ormai eravamo le ultime rimaste, è venuto a fare due chiacchiere con noi Alessandro, il proprietario di questo delizioso ristorante jesolano che, con la sua atmosfera intima, confortevole e romantica ci ha incantate fin dal primo momento.
Gli abbiamo subito fatto i complimenti per il suo buon gusto per l’estetica!
Lui ci ha raccontato della sua grande passione per la cucina e dello studio continuo che fa insieme allo Chef Alessandro Pittaccolo per creare un menù accattivante e ricercato, ricco di piatti accuratamente selezionati che mescolano la tradizione con numerosi spunti innovativi.
E il risultato è ottimo!!
Fin da subito ci si accorge della qualità delle materie prime e dell’originalità dei prodotti utilizzati. L’uso di fiori e di germogli particolari, inoltre, riesce a dare un tocco di creatività ad ogni portata e introduce sapori nuovi, solleticanti e perfettamente bilanciati.
Ma la fantasia di Alessandro non si ferma al menù!
Durante il corso dell’estate, infatti, in alcune serate particolari le cene  vengono servite in un parterre d’eccezione: davanti al mare, sulla sabbia,
in un ambiente decorato alla perfezione e reso davvero accogliente e romantico.

Le cene in luoghi insoliti e particolari riempiono il calendario estivo del Lido 18!
Insomma, per concludere, non posso far altro che dire che l’attenzione per il particolare e la voglia di sperimentare e di andare incontro alle esigenze del cliente fanno
del Lido 18 un Ristorante davvero all’avanguardia.
Noi intanto ringraziamo Alessandro per l’ospitalità, per la gentilezza e per la meravigliosa accoglienza e promettiamo di tornare a trovarlo a breve!
Ora non rimane che augurarvi Buon Appetito per la vostra prossima cena al Lido 18!

 

 

 

 

 

 

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